Riso Iraniano

18 settembre 2017 § Lascia un commento

_MG_8712blog

Ingredienti per 4 porzioni

  • 150 g di riso carnaroli
  • 150 g di riso rosso detto anche selvaggio
  • 4 piccole melenzane
  • 150 g di pomodori daterini
  • 200 g di funghi champignon
  • 2 cipolle piccole rosse
  • 4 carote medie
  • 1 spicchio piccolo d’aglio
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • curcuma q.b.
  • cumino q.b.
  • paprica dolce q.b.
  • 50 g di uva passa
  • 80g di mandorle
  • basilico fresco, qualche foglia.
  • sale q.b.
  • Far bollire separatamente il riso carnaroli e quello rosso in quanto quest’ultimo ha un tempo di cottura più lungo. Scolarli senza sciacquarli e metterli da parte in una ciotola molto capiente. Tostare le mandorle e triturarle grossolanamente con un coltello. Mettere in ammollo l’uva passa in acqua. Intanto tritare carote e cipolle e farle soffriggere un poco olio, portare a cottura aggiungendo dell’acqua di tanto in tanto. Unire le carote cotte con le cipolle al riso, aggiungere un cucchiaino raso di curcuma e mezzo cucchiaino di paprica e mescolare. Tagliare a cubetti le melenzane e soffriggerle in olio con un piccolo spicchio d’aglio, a cottura ultimata aggiungere un cucchiaino raso di cumino e il basilico fresco spezzettato. Infine trifolare i funghi tagliati molto sottili in poco olio. unire anche i funghi e le melenzane al riso, mescolare bene e aspettare che si sia raffreddato abbastanza bene. Tritare in piccoli pezzi i pomodori datterini, unirli al riso, infine unire l’uvetta ben strizzata e le mandorle tritate. Regolare di sale e mescolare bene. Porre il composto in uno stampo antiaderente e farlo riposare qualche ora. Scaldare leggermente in forno a 180°C per 10 minuti e sformarlo. Va servito tiepido.

    Annunci

    Genovese (veloce) di seppia

    6 marzo 2016 § 2 commenti

    Trofie Pasta with Onions and Squid

    La genovese è una ricetta tipica della cucina napoletana che di fa con abbondanti cipolle e carne che prevede la cottura lenta per circa tre ore. Tipicamente si abbina con gli ziti (spezzati a mano, secondo la tradizione) oppure i paccheri. Più di recente, la genovese è stata proposta con il polpo, che anche necessita di una cottura prolungata. In questa versione, invece, la genovese si prepara con la seppia, e necessariamente avrà una cottura molto più breve.

    Ingredienti per 3 persone:

    • tre cipolle
    • 600 grammi di seppie fresche piccole
    • 250 grammi di trofie fresche
    • olio extravergine di oliva
    • ½ bicchiere di vino bianco
    • maggiorana
    • prezzemolo
    • sale e pepe

    In una padella far rosolare ed appassire le cipolle tagliate a striscioline nel senso longitudinale aggiungendo pochissima acqua di tanto in tanto. Quando le cipolle saranno morbide e bionde, aggiungere le seppie, precedentemente pulite, spellate e tagliate a pezzettini. Sfumare con il vino bianco ed aggiungere un po’ di maggiorana. Scolare le trofie ancora ben al dente, aggiungerle alla genovese di seppia e mantecare per qualche minuto. Aggiustare di sale e pepe, quindi servire con prezzemolo tritato fresco.

    Declinazione di scarola

    14 febbraio 2016 § 2 commenti

    Cooked Endive

    Questo piatto può essere un gustoso antipasto, è molto semplice da preparare e la presentazione è invitante.

    Ingredienti

    una scarola liscia
    2 acciughe sotto sale
    6 olive di Gaeta
    uno spicchio d’aglio
    4 patate medie
    1 uovo medio
    olio extravergine d’oliva q.b.
    farina q.b.
    sale e pepe q.b.

     

    Lessare le patate, pulire la scarola e dividerla a metà. Lessare metà della scarola in pochissima acqua, scolarla e raffreddarla con del ghiaccio in modo da mantenerne il colore brillante. Frullare la scarola lessata (mi raccomando di strizzarla prima di metterla nel frullatore) con un po’ di olio extravergine e regolarla di sale. In una padella soffriggere l’aglio con le acciughe e l’olio, aggiungere l’altra mezza scarola, le olive e far cuocere. Schiacciare con lo schiacciapatate le patate lesse, aggiungere sale e un uovo sbattuto, mescolare bene. Tritare con l’aiuto del mixer la scarola stufata con acciughe olive aglio e olio, aggiungere il trito alle patate e mescolare fino ad ottenere un impasto uniforme, regolare di sale. Formare delle polpettine e passarle nella farina. Friggere le polpettine in abbondante olio bollente.  In un piatto fondo mettere uno strato di frullato di scarola e aggiungere una o più polpettine sopra, decorate con scarola cruda e pepe macinato al momento.

    Linguine con mazzancolle

    22 gennaio 2016 § Lascia un commento

     

    Linguini Pasta with Jumbo Tiger Shrimps

     

    Ingredienti per 4 persone
    320 g di linguine
    500 g di mazzancolle (4 a persona circa)
    250g di pomodori ciliegini
    1 spicchio d’aglio
    prezzemolo tritato finemente q.b.
    olio extravergine d’oliva q.b.
    sale q.b.

    Sgusciare le mazzancolle (si possono lasciare le code per un motivo estetico), incidere il dorso in modo da eliminare il budello. In una pentola rosolare in poco olio i gusci e le teste delle mazzancolle per qualche minuto, ricoprire con mezzo litro circa di acqua fredda e far bollire a fuoco lento per circa 30 minuti. Filtrare questo brodo e tenere in caldo. In una padella larga soffriggere le mazzancolle nell’olio insieme all’aglio per circa 2 minuti e togliere i crostacei dalla padella. Nella stessa padella soffriggere i pomodori ciliegini tagliati a metà per qualche minuto e rimuoverli dalla padella. Calare la pasta in abbondante acqua salata, scolare ben al dente e trasferirla nella padella dove sarà saltata per qualche minuto aggiungendo il brodo dei gamberi fino a che non sarà assorbito dalla pasta. In ultimo aggiungere i gamberi, i pomodorini e prezzemolo tritato finemente e servire.

    Insalata di rinforzo

    29 dicembre 2015 § Lascia un commento

    Cauliflower salad

    A Napoli si prepara questa insalata durante le festività natalizie. Come tutte le ricette tradizionali subisce modifiche di famiglia in famiglia, ognuno ha la sua versione a seconda dei gusti..c’è chi non ama il sapore delle acciughe e non le aggiunge, altri invece aggiungono pezzetti di baccalà fritto che in una insalata condita con aceto come questa diventa una sorta pesce in carpione. Ad ognuno il suo …

    Ingredienti

    1 cavolfiore medio
    100 g di sottaceti
    100 g di cetriolini sottaceto
    100 g di olive nere di Gaeta
    100 g di olive verdi
    50 g di peperoni dolci sottaceto (papaccelle)
    6-8 acciughe
    facoltativo: qualche foglia di scarola riccia e cipolla rossa di tropea finemente affettata.
    olio, sale e aceto q.b.

    Far bollire il cavolfiore tagliato a pezzetti per circa 5 minuti in modo che risulti sodo. Aggiungere le acciughe pulite e sfilettate, le olive nere snocciolate, le olive verdi, e i sottaceti. Regolare di sale, aggiungere olio e aceto e lasciar insaporire per qualche ora prima di servire.

     

     

     

     

    Gelèe all’arancia

    17 settembre 2015 § Lascia un commento

    Gelee candies made with orange juice and sugar

    Ecco un esperimento divertente e ben riuscito a giudicare dalla velocità con cui mio figlio ha fatto sparire queste caramelle, la ricetta prevede succo d’arancia, ma si può provare qualche variazione sul tema utilizzando altri succhi di frutta!

    Ingredienti

    150 gr di zucchero
    100 ml di succo di arancia
    10 ml di succo di limone
    12 gr di colla di pesce

    zucchero semolato q.b. per ricoprire

    Mettere in ammollo la gelatina in una ciotola con dell’acqua fredda.
    In un pentolino portare ad ebollizione il succo d’arancia, il succo di limone con lo zucchero e far bollire per 3 minuti. Aggiungere la colla di pesce strizzata e girare velocemente finché non sarà del tutto sciolta. Versare il composto in stampini di silicone (vanno bene quelli per i cioccolatini) e far riposare in frigo per almeno 12 ore. Trascorso questo tempo togliere le gelèe dallo stampo e passatele nello zucchero. Si conservano in barattoli di vetro ben chiusi.

    Kamira caffè

    16 agosto 2015 § Lascia un commento

    Kamira  Due mesi fa ho deciso di comprare una macchina da caffè diversa dalla moka che ho sempre utilizzato.
    La mia nuova macchina da caffè si chiama Kamira. Voglio parlarne in questo blog perché sono molto soddisfatta di questo acquisto.
    I costruttori e ideatori di Kamira non sanno di quest’articolo perché ne scrivo liberamente e senza ricevere ricompense.
    Io sono tra le persone che amano il caffè più del thè e ne consumo ogni giorno. L’ho sempre fatto con la moka o preso al bar. Non ho mai comprato una macchina da caffè espresso perchè per fare una cosa semplice come un caffè hanno bisogno di una cosa complicata come la cialda. Le cialde vengono fabbricate con dispendio di energia e hanno bisogno di essere smaltite. Inoltre fino a qualche anno fa non esistevano cialde ecologiche. Ora, per fortuna, se ne vedono anche di biodegradabili.

    Il caffè è originario dell’Etiopia dove si coltivava già 8000 anni fa, è praticamente nato con l’agricoltura umana e l’uomo lo usa da sempre come bevanda, penso che sia sempre stato facile prepararlo. Ne ho avuto prova quando per la prima volta vidi preparare e assaggiai il caffè greco: basta la polvere di caffè e un pentolino con dell’acqua bollente. Noi italiani siamo bravi col cibo, ne esaltiamo sempre gli ingredienti fino a creare dei cibi così buoni che entrano nella cucina di altri popoli. Così com’è accaduto al pomodoro, anche del caffè abbiamo fatto un’arte, un’apoteosi di bontà.
    Il nostro espresso è un mito: denso, cremoso in superfice, dal gusto intenso, quasi “cioccolattoso”. Questo è quello a cui tendiamo quando lo prepariamo a casa e questo è quello che vogliamo (e non sempre otteniamo) quando ordiniamo un espresso al bar.

     

    kamira 2 kamira1

     

    In Kamira l’acqua che uso per il caffè viene scaldata in una piccola caldaia a pressione, ed è questa la differenza più importante rispetto alla moka o altri metodi tradizionali:il vapore ad elevata pressione attraversa rapidamente la miscela di caffè ed in circa 30 secondi il caffè scende nella tazzina. Inoltre  si forma una schiuma che trattiene l’aroma proprio come accade nelle macchine tradizionali da bar. Kamira non ha bisogno di cialde, basta riempire, con la stessa miscela che si usa per la moka, l’apposito braccetto porta caffè. Si usa sul fornello di casa, non ha bisogno di prese elettriche. Con il tempo si diventa più bravi a dosare l’acqua, pressare il caffè, regolare l’intensità del fuoco del fornello per ottenere un ottimo caffè.

    Ed il caffè fatto con la macchina Kamira ottimo lo è davvero: a me lascia lo stesso gusto intenso di quello preso al bar. E non sono l’unica in famiglia ad apprezzarlo tanto.

    kamira3

    Dove sono?

    Stai esplorando gli archivi per la categoria Cucina su Camera Conquista.