Zuppa di Roveja napoletana

21 dicembre 2012 § 2 commenti

Zuppa di roveja e farroIMG_4867per blog

L’anno scorso a Perugia comprai questo antico legume di cui ho già parlato nel mio precedente post. E’ passato un bel pò di tempo e ora posso farvi un breve resoconto del mio esperimento: Ho piantato la roveja a Napoli dove vivo. Certo qui il clima è più mite di quello umbro, forse sperimentando ancora si potrebbe fare di meglio…ma la soddisfazione di veder crescere le mie piantine e mangiarne i frutti c’è stata.

Le piantine messe, in primavera, in terra si sono sviluppate con l’arrivo del caldo e sono cresciute molto rapidamente, hanno lo stesso aspetto dei piselli, ma il colore dei loro fiori è violaceo. sono rampicanti e vanno aiutate con reti o fili.

Roveja pianta blog

A Luglio si effettua la raccolta, non è una pianta ad alta resa e pare che questa antica coltura sia stata abbandonata anche per questo, ma io avendo un’orto per uso familiare posso ben ignorare la resa, e coltivare per il piacere del palato…Comunque la raccolta è faticosa, bisogna far seccare i baccelli, batterli e separare i frutti dalla pianta secca.

Alla fine ho preparato una zuppa per 4 persone con i seguenti ingredienti:

150 gr. fi farro
150 gr. di roveja secca
150 gr. di ceci secchi
mezza cipolla
1 carota
1 fascetto di sedano
2 foglie d’alloro secche
sale, pepe, olio extravergine q.b.

Mettere a bagno i legumi per 12 ore in acqua e sale. Cuocere i legumi, io uso una pentola a pressione dove bastano 15 minuti dall’inizio del fischio. Tritare la cipolla con la carota ede il sedano, far soffriggere tutto in olio extravergine d’oliva. Aggiungere acqua e i legumi cotti, unire l’alloro secco. Quando la zuppa comincia a bollire unire il farro e lasciar cuocere 35-40 minuti. Regolare di sale e pepe e servire con crostini di pane.

Sapori antichi: La Roveja

25 gennaio 2012 § 3 commenti

La mia visita a Perugia mi ha fatto scoprire per caso un piccolo legume che non avevo mai visto, la Roveja. Nella  bottega “drogheria Bavicchi” in via dei Priori, 15, ho trovato molte cose interessanti, i legumi sono venduti sfusi in sacchi di juta, ci sono fagioli rari e tipici della zona come la fagiolina del trasimeno o il piattello  di toscana, ma anche miglio orzo, farro…l’atmosfera di bottega antica e la cortesia del droghere sono una bella  accoglienza per una napoletana in vacanza! Ma tornando alla nostra Roveja, questa è un piccolo pisello di colore  marrone scuro o rossiccio o verde scuro. Insieme ai legumi più conosciuti roveja era un tempo largamente  diffusa nella fascia d’alta montagna di tutta la dorsale dei monti Sibillini.
Proviene dal Medio Oriente: in Europa è conosciuta sin dalla preistoria, e insieme a lenticchia, orzo e farro,  rappresentava la base dell’alimentazione umana nel neolitico. La roveja è stata quindi sicuramente utilizzata per  molto tempo dalla popolazione marchigiana a scopo foraggero e da quella dei Sibillini anche a scopo alimentare sia come granella fresca che secca ridotta in farina, per cucinare  una speciale polenta detta farrecchiata.
Questo tipo di pisello cresce tuttora, in modo spontaneo, nei prati e lungo le scarpate. Si seminava in  primavera, si falciava a fine estate e, dopo qualche giorno di essiccazione, si trebbiava con una trebbia fissa,  come per la lenticchia.
Attualmente la specie è in pratica scomparsa dai campi, ma rimasta nella memoria degli anziani contadini e in  alcuni nomi popolari. La sua coltivazione è stata reintrodotta in piccolissimi appezzamenti da agricoltori che  vogliono diversificare le produzioni e riscoprire, conservare e valorizzare la cucina tradizionale.
E’ utilizzata quasi esclusivamente trasformata in polenta o zuppa da alcuni agriturismi e ristoranti tipici, e in  alcuni casi viene anche venduta, in negozi specializzati e nelle aree tradizionali, come granella o farina in  sacchetti preconfezionati.

Sulla bustina di carta col mio prezioso legume c’era anche la ricettina per assaggiarla come vuole la tradizione,  eccovela:
Ingredienti per 6 persone:
Mettere a bagno 500g di roveja con sale grosso per circa 12 ore, mettere in pentola a cuocere per 2 ore;  preparare a parte un soffritto di cipolla e sedano, qualche pomodoro pelato e peperoncino.
Aggiungere poi la roveja lessata e terminare la cottura. Tostare delle fettine di pane e cospargerle con la  roveja; condire con un filo d’olio extravergine d’oliva e quindi servire.

Buon appetito!

   

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