Torta ripiena di piselli e salame

12 maggio 2015 § Lascia un commento

Peas and Salami Pie

Peas and Salami Pie

I piselli fresci sono disponibili solo per un breve perieodo dell’anno ed è bene approfittarne perchè sono preziosi per la nostra salute, inoltre sono buonissimi anche cucinati in questa torta salata ripiena!

P.S. Lo stampo che ho usato misura 25 cm

Ingredienti

750 g di piselli freschi
100 g di salame tagliato a cubetti
50 g di bacon tagliato a cubetti
mezza cipolla media
1 cucchiaio di olio
100 g di farina di grano duro
200 g di farina 0
150 g di burro
acqua ghiacciata circa 50 ml
burro per imburrare lo stampo
2 uova
sale q.b.
pepe q.b. (facoltativo)

Soffriggere in una pentola capiente il bacon, dopo qualche minuto aggiungere la cipolla tritata e farla imbiondire a fuooco lento aggiungendo un pò d’acqua. Aggiungere i piselli freschi e lasciarli cuocere girando ogni tanto e aggiungendo un filo d’acqua per non farli attaccare alla pentola. Intanto preparare una pasta brisè (si può usare un mixer) mescolando 100 g di farina di grano duro, 200 g di farina 0, 150 g di burro, un pizzico di sale e 50ml circa di acqua ghiacciata. Se l’impasto fosse secco si può aggiungere altra acqua. Lavorare gli ingredienti fino a d ottendere un impasto omogeneo e liscio. Dividere in due l’impasto, stendere con un matterello la pasta dino a raggiungere il diametro dello stampo. Imburrare lo stampo e foderarlo con la sfoglia di pasta brisè, farcirlo di piselli cotti, cubetti di salame e due uova sbattute, condire con sale e se si vuole anche pepe, coprire con l’altro disco di pasta brisè ed infornare a 180°C per circa 40 minuti. Servire tiepida.

Peas and Salami Pie

Peas and Salami Pie

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Zuppa di miglio, piselli e lupini

15 maggio 2013 § Lascia un commento

miglio blog   Ho letto che il miglio è un cereale molto salutare, rende il sangue alcalino e quindi difende l’organismo dai tumori…Siamo in primavera ed i piselli freschi sono il legume migliore della stagione, il sapore di questo abbinamento con i lupini o le telline (che questa volta non ho trovato…) è ottimo.

Ingredienti per 2:

1/2 cipolla piccola (40 gr.)150 gr. di piselli freschi sgusciati250 gr. di lupini o telline 100 gr. di miglio (140 ml. circa)olio, sale q.b.

Soffriggere la cipolla in 3 cucchiai d’olio, farla imbiondire. Aggiungere i piselli freschi coprirli d’acqua e farli cuocere. A parte in una padella scaldare a fuoco vivo 1 cucchiaio d’olio e i frutti di mare, aspettare qualche minuto che si aprano e quando si sono aperte tutte spegnere il fuoco. Quando i piselli risultano cotti aggiungere il miglio con 250 ml di acqua. Aggiungere un pizzico di sale. Cuocere il miglio per 15 minuti, a fine cottura aggiungere i frutti di mare ed il sugo che si trova nella padella e mescolare per un altro minuto. Regolare di sale e se piace aggiungere del pepe.

Sapori antichi: La Roveja

25 gennaio 2012 § 3 commenti

La mia visita a Perugia mi ha fatto scoprire per caso un piccolo legume che non avevo mai visto, la Roveja. Nella  bottega “drogheria Bavicchi” in via dei Priori, 15, ho trovato molte cose interessanti, i legumi sono venduti sfusi in sacchi di juta, ci sono fagioli rari e tipici della zona come la fagiolina del trasimeno o il piattello  di toscana, ma anche miglio orzo, farro…l’atmosfera di bottega antica e la cortesia del droghere sono una bella  accoglienza per una napoletana in vacanza! Ma tornando alla nostra Roveja, questa è un piccolo pisello di colore  marrone scuro o rossiccio o verde scuro. Insieme ai legumi più conosciuti roveja era un tempo largamente  diffusa nella fascia d’alta montagna di tutta la dorsale dei monti Sibillini.
Proviene dal Medio Oriente: in Europa è conosciuta sin dalla preistoria, e insieme a lenticchia, orzo e farro,  rappresentava la base dell’alimentazione umana nel neolitico. La roveja è stata quindi sicuramente utilizzata per  molto tempo dalla popolazione marchigiana a scopo foraggero e da quella dei Sibillini anche a scopo alimentare sia come granella fresca che secca ridotta in farina, per cucinare  una speciale polenta detta farrecchiata.
Questo tipo di pisello cresce tuttora, in modo spontaneo, nei prati e lungo le scarpate. Si seminava in  primavera, si falciava a fine estate e, dopo qualche giorno di essiccazione, si trebbiava con una trebbia fissa,  come per la lenticchia.
Attualmente la specie è in pratica scomparsa dai campi, ma rimasta nella memoria degli anziani contadini e in  alcuni nomi popolari. La sua coltivazione è stata reintrodotta in piccolissimi appezzamenti da agricoltori che  vogliono diversificare le produzioni e riscoprire, conservare e valorizzare la cucina tradizionale.
E’ utilizzata quasi esclusivamente trasformata in polenta o zuppa da alcuni agriturismi e ristoranti tipici, e in  alcuni casi viene anche venduta, in negozi specializzati e nelle aree tradizionali, come granella o farina in  sacchetti preconfezionati.

Sulla bustina di carta col mio prezioso legume c’era anche la ricettina per assaggiarla come vuole la tradizione,  eccovela:
Ingredienti per 6 persone:
Mettere a bagno 500g di roveja con sale grosso per circa 12 ore, mettere in pentola a cuocere per 2 ore;  preparare a parte un soffritto di cipolla e sedano, qualche pomodoro pelato e peperoncino.
Aggiungere poi la roveja lessata e terminare la cottura. Tostare delle fettine di pane e cospargerle con la  roveja; condire con un filo d’olio extravergine d’oliva e quindi servire.

Buon appetito!

   

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