Sapori antichi: il liquore di Limo

22 febbraio 2012 § 23 commenti

  

Limo? no, limone! No, limo! Ho sentito parlare di questo frutto solo qualche anno fa e proprio da mia madre, pare un frutto molto conosciuto da diversi vecchietti (età: 70-80 anni) a cui ho fatto assaggiare il liquore fatto da me. Ho visto i loro occhi venarsi di nostalgia, il loro volto sorridere, con aria sorpresa dicevano di non sentire questo profumo e questo sapore da quando erano giovani! Pare che nel napoletano il Limo fosse un frutto conosciuto solo per il buonissimo liquore, se ne sono quasi perse le tracce, sorpassato dagli ottimi liquori fatti con i limoni della costiera Amalfitana, eppure questo frutto, la cui polpa è effettivamente priva di sapore e di acidità, sembra selezionato solo per essere usato come una spezia profumatissima, non ho trovato ricette che ne utilizzassero il frutto o il succo. Assaggiarne la polpa è come portarsi alla bocca un bouquet di fiori di bergamotto!
Non sono riuscita a trovare l’esatta varietà della specie degli agrumi a cui appartiene, forse è un parente della limetta palestinese (citrus limettoides) ma dalle foto di quest’ultima mi sembra ci siano diffrerenze di colore e rugosità delle buccia. Qualche anno fa capitai a  Riace, conobbi Domenico Lucano (eletto poi sindaco qualche anno dopo) persona straordinaria, intelligente, appassionato conoscitore delle tradizioni della sua terra…e non so come parlando dalla ricetta della marmellata di mandarini gli chiesi se anche da loro esisteva il frutto del Limo, ovviamente i nomi locali non dicono niente a chi non è del luogo…e ci capimmo descrivendo le caratteristiche del frutto e dell’albero…mi disse che in Calabria lo chiamano “limongello”. Se c’è qualche esperto di botanica che legge questo post e riesce a dirmi l’esatto nome scientifico di questa pianta gliene sarò grata. Comunque mia madre  ha un albero che produce limi in abbondanza e per ora mi illudo di produrre una varietà in estinzione!
Ecco la mia ricetta…che si può usare per un ottimo limoncello semplicemente sostituendo il limo con il limone (mi raccomando se non della costiera amalfitana o sorrentina che sia almeno italiano e bio!)
Ingredienti: 500ml litro di alcool puro a 95°, 5 limi (o 3 limoni grandi un pò verdi) 600 ml di acqua, 500 gr di zucchero. Procedimento: Tagliare la parte più esterna della buccia del limo evitando la parte bianca che in genere è un pò amarognola, lasciare in infusione nell’alcool puro per 5 giorni in un barattolo chiuso ermeticamente, preparare uno sciroppo mescolando l’acqua e lo zucchero e facendolo bollire per 3 o 4 minuti, togliere dal fuoco e far raffreddare. Filtrare l’alcool in modo da eliminare le buccie lasciate in infusione ed unirlo allo sciroppo ormai ben tiepido. Inbottigliare ed aspettare almeno una settimana prima di consumarlo.

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§ 23 risposte a Sapori antichi: il liquore di Limo

  • Lei ha detto:

    oh che buono!!! Ecco se mi vieni a trovare portamene un pochino… non di limo, ma di limoncello 😉

  • fulvia ha detto:

    Ciao Angela
    io ne ho sentito parlare solo una volta da mio zio. Lui è a Pompei ed è guarda caso agronomo..tutto torna dunque. Non li ho però mai visti, odorati ..sai per capire la differenza. Mi piacerebbe molto.
    Grazie per il ricordo e le belle foto.
    fulvia

  • erzsebet91 ha detto:

    Credo ( ma non ne sono sicura! ) che sia una varietà di Citrus Bergamia, ma essendo un frutto che va scomparendo è difficile dire… comunque, complimenti, per la ricetta e per la coltivazione di un prodotto “in estinzione”! Si sente spesso parlare di biodiversità, ma solo da quando ho iniziato a studiare le scienze naturali a livello Universitario ho capito davvero cosa volesse dire 🙂

    se ti va, passa pure dal mio blog, eatnmakeup.wordpress.com !

  • cameraconquista ha detto:

    Grazie mille per i commenti!
    @fulvia: ciao, bè è una fortuna avere un parente agronomo, potrebbe conoscere cose molto interessanti. A Portici, vicino pompei c’è l’importante facoltà di Agraria di Napoli, credo che lì ne sappiano un bel pò di questa pianta….

    @erzsebet91: grazie mille per il nome scientifico della pianta, indagherò….quando ricevo commenti come il tuo sono contenta di condividere in rete questi piccoli esperimenti casalinghi di coltivazione e di cucina, passerò spesso dal tuo blog.

  • rosaria russo ha detto:

    ciao sono rosaria di giugliano ..anche io personalmente negli anni addietro ho preparato il liquore al limo noi avevamo tre piante..ho cercato poi invano questi frutti particolari..ma niente da fare…se tu possiedi ancora queste piante si potrebbe provare a fare degli innesti…io vivo a giugliano…se ti può interessare ho due bellissime piante di mele cotogne altro frutto in via d’estinzione..ed in questo momento cariche di mele…ovviamente per fare dell’ottima cotognata possibilmente cotta a vapore..mi fai sapere cortesemente dell’innesto…

  • raffaele ha detto:

    In Rossano (CS) questo frutto è denominato “piretta”. Trattasi di una varietà che va scomparendo. Non ha un sapore fantastico ma è molto aromatico e profumato…..

  • Rosalia Marino ha detto:

    cara angela,sono una ”vecchietta” anch’io,ma di palermo…e mi sembra di riconoscere nella foto un agrume che non riesco più a trovare—il nome palermitano è ”lumìa”–che qui non indica il limone ,come in altre zone di sicilia —il limone a palermo è ”limiùni”—era piuttosto diffuso da noi un tempo,tanto che era una delle forme della ”frutta di martorana”…l’ultima volta l’ho mangiata due anni fa,spartendone una cassettina con un mio fruttivendolo altrettanto ”vecchietto”e altrettanto buongustaio,nonchè di buona memoria….tienti cara la tua pianta,e,se puoi,rivolgiti a qualche orto botanico,affinchè possano almeno conservare i semi e quindi l’identità genetica della pianta…ciao e buon lavoro…e buon anno

  • cameraconquista ha detto:

    Grazie del commento Rosalia! Adoro Palermo e la sicilia, sono felice di ricevere questa tua testimonianza perchè è importante conservare memoria delle cose del passato ed anche del cibo, mi hai dato un’ottima idea per quanto riguarda l’orto botanico, proverò a contattare i biologi/agronomi che ci lavorano. Buon anno!

  • giuseppe russo ha detto:

    Cara Angela, il Limo di cui hai narrato un ricordo è un agrume che pur essendo diventato piuttosto raro, conosco abbastanza bene.
    Il ricordo che ho di un liquore fatto da una mia zia con questo particolarissimo agrume mi riporta alla mente il nome che, nel territorio dell’agro nolano dove vivo, era riportato come “MELAROSA”.
    Se hai piacere a vedere da vicino come è fatta la pianta ed i frutti, ho la possibilità di mostrarteli in un giardino privato di un mio cugino.

  • orlando donato ha detto:

    Salve a tutti i lettori.
    Nonostante le ricerche, e un esemplare nel mio giardino in riva al mare sulla costa ionica, non sono riuscito a trovare il nome botanico dell’agrume in questione.
    Nonostante la mia passione per la natura e una laurea in agraria, quasi mi vergogno, io continuo a chiamarla “LIMONCELLO” perché, da piccolo, quando i contadini ne portavano pochi esemplari, che mangiavamo come tutti gli agrumi, li chiamavano così.
    Senza dubbio il liquore che ne deriva è buonissimo, ma estremamente, forse troppo, profumato, per cui consiglio di usare non più di tre limoncelli e 6-8 limoni per un litro di liquore.

  • biagio ha detto:

    ne ho uno piantato anni fa. inizialmente rendeva molto. da 3, 4 anni quasi nulla. Mi chiedo cosa posso fare per tentare di recuperarlo. Avevo deciso di toglierlo. Chi può aiutarmi gli sarei gratissimo.

    • cameraconquista ha detto:

      Ciao Biagio,
      secondo me devi fare subito 3 o 4 margotte e propagare la specie, avrai dei nuovi alberelli giovani. Penso che su internet si trovi come fare una margotta per avere una nuova pianta.

  • bar gelateria Chiaro di Luna - Procida ha detto:

    ciao a tutti, scrivo dall’isola di Procida (NA) e mi chiamo Sandro. Mi occupo del mio bar gelateria artigianale. ovviamente utilizzo per la maggior parte solo prodotti locali e prodotti del mio giardino. ora vengo al dunque… ho molte piante di questa specie che è davvero rara da trovare e ho provato a fare il liquore di Limo con grande successo, moltissimo anche se i piu richiesti sono i piu conosciuti limoncello e il liquore allo cherry, quello di arancio, quello di mandarino o l’agrumata, ma si sà, avendo la materia prima buona, è tutto piu facile!
    un saluto a tutti da Procida!

    • cameraconquista ha detto:

      Ciao Sandro,
      fantastico che tu venda il liquore e che abbia ancora diverse piante di limo, curale e regala qualche margotta sarà un bene per la sopravvivenza della specie!
      Un caro saluto a te!

      • bar gelateria Chiaro di Luna - Procida ha detto:

        certamente… sono a disposizione, quando volete…. alla corricella (il posto piu bello del mondo!)

  • Giuseppe Capasso ha detto:

    Salve vi scrivo dal real orto botanico di Napoli, da un po sono alla ricerca di questa pianta e oggi passando di qua ho deciso di fare un giro. Mi sono imbattuto in questo pianta che si chiama limone rosso.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Citrus_%C3%97_volkameriana

  • Giuseppe Capasso ha detto:

    salve, sono stato al Real Orto-botanico di Napoli e i giardnieri mi hanno consigliato queste due specie simili al limo, che ho mostrato in foto, la citrus medica rob el arsa (di cui non ho potuto vedere i frutti) e questa detta anche limone rosso molto profumata nome scientifico citrus volkameriana i cui frutti sembrano avere quella classica corona.
    Intanto ho trovato questo sito dove è più volte citato un frutto di origini napoletane Lumia, citrus aurantifolia ma a quanto pare sono molto diversi da limo!.
    http://www.oscartintori.it/ted/elencodellevarieta.php

  • Marcello ha detto:

    Ciao Angela. Sono di Agrigento. Mi hai fatto venire un dubbio : ho due alberi da me conosciuti come limoncello. Potrebbero essere limo??ti vorrei mandare le mie foto, e confrontarle con le tue per capire se sono piante diverse. La mia mail energiasicula@yahoo.it saluti marcello e complimenti per la tua sagacia ed intrapendenza

  • Salvatore ha detto:

    Si diciamo che e una limetta dolce,
    decantata dalle persione anziane per la bonta dei frutti
    Oggi ha preso il suo posto le varie limette acide
    E la limetta del petrarca.
    Ho comunemente detta petraiacca.

  • caterina romano ha detto:

    Sono Caterina e sono siciliana di Palermo. Da noi si chiamano lumìe con l’accento sulla i e Pirandello ne scrisse un libro. Io faccio il liquore di lumie che non si chiama limoncello. E’ una cosa stupenda che da noi si fa da secoli. L’albero ne produce moltissimi ma deve essere piantato in un posto riparato dal vento. Con le scorze io profumo anche la biancheria negli armadi, una vera delicatezza. Ciao complimenti!

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