Pasta ceci e vongole

30 ottobre 2011 § 1 Commento

Pasta ceci e vongole

Pasta ceci e vongole

Era da tanto che volevo cucinare i ceci… ma in che versione? Zuppa con farro? Pasta e ceci classica? Hummus e falafel? La dieta mediterranea con il classico abbinamento pasta-legumi ha reso questo piatto nobile per l’apporto nutritivo e proteico completo che offre. Quindi vada per la pasta e ceci… ma perché non nobilitarla con un’aggiunta di vongole? In genere si cucina la pasta e fagioli con le cozze, è un ottimo piatto tradizionale, penso che il sapore delle vongole si addica alla dolcezza dei ceci. E poi mi viene in mente il prof. Berrino che annovera le vongole tra i cibi più ricchi di ferro, quindi ottime per essere mangiate al posto della carne. La ricetta l’ho ripescata dal mio libro di ricette edito su Blurb. Quando ho pubblicato il libro non ho inserito nessuna foto di questa ricetta. Ho quindi scattato una foto che volevo fare da tanto tempo.

Ecco la ricetta per quattro persone: 250 gr. di pasta, un vasetto da 250 gr. di ceci, 500 gr. di vongole, uno spicchio d’aglio, un pizzico di maggiorana, olio extravergine d’oliva q.b.,  peperoncino piccante (facoltativo), prezzemolo fresco. Far soffriggere mezzo spicchio d’aglio con olio e peperoncino, quindi soffriggere rapidamente i ceci, aggiungere un bicchiere d’acqua, la maggiorana e far cuocere 10 minuti circa. Schiacciare la metà dei ceci con una forchetta. Nel frattempo in una padella grande far saltare le vongole con olio e mezzo spicchio d’aglio.Togliere le vongole dal fuoco appena sono aperte. Se si preferisce si possono sgusciare le vongole. Aggiungere ai ceci mezzo litro d’acqua, salare (poco perchè le vongole sono già salate), portare ad ebolizione e calare la pasta. Far asciugare e, mescolando, aggiungere le vongole con il sugo un paio di minuti prima che la pasta sia cotta al dente. Infine guarnire con prezzemolo tritato fresco e servire.

I mandolini del maestro Masiello

17 ottobre 2011 § Lascia un commento

Salvatore Masiello al lavoro

Salvatore Masiello al lavoro

Può succedere che un sabato mattina passeggiando per Spaccanapoli, quando ancora non c’è folla e, come dice Erri De Luca «i vicoli sono bui e la luce galleggia agli ultimi piani dei palazzi», degli amici ti portino a visitare una bottega di Liutai. Dopo avere attraversato un pezzo di Spaccanapoli e svoltato a destra in via San Giovanni Pignatelli Maggiore, al numero 5, entriamo nell’androne di un antico palazzo. Spazio piccolo, quadrato, architettura antica, ma vissuto: uno stenditoio, un auto in sosta e una sedia, piccoli balconcini dai quali si affaccia gente semplice, qualcuno ancora assonnato, qualcun altro intento a fare colazione alla finestra…

Fuori dalla piccola bottega un banco da lavoro con dei mandolini in costruzione, strumenti per la lavorazione del legno, un antico scatolo intarsiato custodisce intagli di madreperla. Le scaglie di gommalacca per la lucidatura si scoglie lentamente nello spirito. Dentro la bottega, invece, un piccolo laboratorio custodisce mandolini costruiti come nel ‘700. In una vetrina fanno mostra di sé perfette miniature di strumenti a corda: un liuto arabo, da cui deriva il mandolino, un colascione, come quello che suonava la sardella della canzone del Guarracino, una chitarra battente, un liuto tiorbato, un arciliuto dal disegno originale della storica famiglia Calace. Autentici pezzi da museo nati dall’abile mano del maestro Salvatore Masiello. Il maestro ce li mostra tutti, «sono in scala 1:15» dice, e aggiunge «se esistesse un uomo in miniatura potrebbe suonarli davvero!». Assieme al maestro Masiello lavora il maestro Michele Caiazza. Entrambi vogliono creare una scuola per tramandare quest’arte a giovani artigiani, e due giovani appassionati apprendisti si sono avviati verso quest’antica arte. Hanno chiesto al comune di Napoli di aiutarli con una sede dove creare un laboratorio-scuola, e sono in attesa di una risposta delle istituzioni.

Quando esco dalla bottega sono arrivati dei musicisti. Maestri di mandolino, di chitarra, cantanti, cominciano le prove. Sento il suono dei tamburelli, le note dolci e squillanti dei mandolini che riempiono l’androne. Sono il gruppo “Mastro Masiello Mandolino”. Il gruppo dà voce agli strumenti, e fa rivivere la posteggia. Parte dalla bottega una delle passeggiate musicali che il gruppo propone periodicamente. Tutti insieme ci incamminiamo verso Spaccanapoli, ci fermiamo di tanto in tanto, ed ecco che si alternano voci femminili e maschili a interpretare le più belle canzoni napoletane. La maestria di chi suona e la bellezza delle voci subito catturano l’attenzione dei passanti. Si forma una folla che divertita partecipa all’atmosfera di festa. Molti cominciano a scattare fotografie, una coppia di giapponesi di passaggio non si fanno scappare l’occasione e si mette in posa con tutto il gruppo. L’entusiasmo dei cantanti è coinvolgente, e cantando allegramente seminano felicità tra la gente raggiungiamo San Sebastiano, la strada delle botteghe di strumenti musicali. Penso che questa è la Napoli migliore, quella che inorgoglisce gran parte dei napoletani, il cuore buono e pulsante di questa grande città.

Galleria di Mastri Masiello su Flickr title=

Bruschette con gamberi e sesamo

10 ottobre 2011 § 1 Commento

Bruschette con gamberi e sesamo

Bruschette con gamberi e sesamo

Comincio questo blog con una ricetta di cucina, uno dei miei argomenti preferiti.

Perfette per un brunch, le bruschette con  gamberi su un letto di peperoni gialli e rossi, ravvivati da qualche foglia di prezzemolo.

Si preparano in questo modo: si tagliano i peperoni a cubetti piccolissimi e si saltano a fuoco vivo in padella per 5 minuti con olio,  e aglio tagliato finissimo. Salare a piacere. Si scioglie della curcuma in un po’ d’acqua,  vi si intingono i gamberi sgusciati che si passano poi nei semi di sesamo. Si saltano quindi i gamberi in padella per pochi minuti.  Si tostano in padella con un po’ d’olio delle fettine di pane sulle quali verrà messo uno strato di peperoni e su questo sistemati i gamberi e si decora con qualche foglia di prezzemolo.

Dove sono?

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